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Il miglior videogioco di calcio di sempre: International Superstar Soccer Deluxe

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Nella vita ci sono spesso momenti di confine, i prima ed i dopo, il plot twist che ti cambia non solo la giornata ma direttamente la percezione della realtà.

Anni dopo riconosci i vortici, ti ci soffermi, riguardi dentro e riguardi indietro e realizzi di quanto era bello.

International Superstar Soccer Deluxe è questo e altro. Chi ha giocato a questo titolone per Super Nintendo sa perfettamente che il nome di questo gioco semplicemente non si può abbreviare per un solo e semplice motivo, eccolo:

Bene, ora avete un brivido lungo la schiena?
Continuiamo.
In anni tormentati e travolgenti, l’industria videoludica viveva uno dei suoi momenti d’oro ed il futuro era tutto da scrivere.
Era l’estate del 1997 (forse) ed io finivo la 3° elementare, in campionato vinceva la Juve di Del Piero-Vieri mentre il capocannoniere era un certo Filippo Inzaghi, 24 gol con l’Atalanta, su RaiUno c’era So-so-solletico ed il miglior conduttore televisivo era Mauro Serio.
In casa del mio amico Stefano, arrivò una copia del miglior gioco di calcio mai creato.
Fu una rivoluzione per noi e per il mondo videoludico, era un gioia per gli occhi, per le mani e per i compiti non fatti.
Il gioco nel mondo era in giro da un po’ (1 anno) ed aveva avuto un predecessore (International Super Star Soccer) che quindi era il vero fautore della rivoluzione Konami (la casa che aveva sviluppato la serie) per i giochi di calcio ma a Polonghera le cose arrivavano sempre più tardi, tanto che di PlayStation non si parlava ancora.

Perché era magnifico?
Invito tutti a procurarsi un SNES (Super Nintendo), invito tutti a prendersi una copia del gioco e rigiocare, invito tutti a riuscirsi a staccare dalla SNES o segnare una rete nelle prime 2 ore di gioco (senza modificare la difficoltà).

Sul blog di retrogaming history in un articolo riguardo a questo gioco si individua come difetto la questione dei “portieri saracinesca”; io dissento, questa mi sembra una caratteristica innovativa del gioco. Era difficile giocare (ma non impossibile) e dopo tanto allenamento si cominciavano a segnare le reti e vincere partite.

Era un nuovo concetto di videogioco di calcio, era finalmente arrivata l’era del divertimento, e dell’intelligenza CPU.
Il vero stacco da tutto il resto stava nel fatto che all’epoca i giochi di calcio vivevano ancora delle logiche arcade, non si cercava una simulazione della realtà (per questo erano abbastanza bruttini). Ve ne butto lì uno che ricordo al volo e che odiavo perché non riuscivo assolutamente ad usare Super Soccer (sempre per SNES).
I programmatori giapponesi della Konami prima con ISS poi con ISS Deluxe (ogni tanto è necessario abbreviarlo) capirono che era venuto il momento di abbandonare l’approssimazione e le meccaniche impossibili retaggio di anni in cui le console avevano limitatissime capacità e costruirono una giocabilità finalmente reale (persone con proporzioni reali, non dei nani chiattoni) intelligenza CPU sopra le aspettative e velocità di esecuzione. Un po’ come Tekken per i picchiaduro finalmente le cose reagivano e si muovevano in tempo reale; in effetti nei videogiochi sportivi la velocità è una caratteristica importantissima.
Inoltre infarcirono tutto con un contorno ricchissimo; non solo il gameplay ma anche il “dietro le quinte” era nuovissimo: tattica, marcature, stato di forma dei giocatori, era la modernità ed era anni avanti.
I giapponesi che insegnavano il calcio ai canadesi (vedi EA Sports). EA per la serie FIFA aveva tutte le licenze, ma i nostri amici nipponici aggiravano l’assenza delle licenze con l’aspetto fisico verosimile ai calciatori reali (il codino di Baggio-Galfano o i capelli brizzolati di Ravanelli-Carboni e poi ancora Premoli-Maldini, Pabi-Baresi, Coliuto-Casiraghi) e tanta fantasia nel dare i nomi a caso che ricordiamo ancora oggi.
Ecco l’11 di partenza titolare per l’Italia
Pagani
Premoli
Pabi
Antonini
Graziano
Zappa
DeSinone
Passaro
Galfano
Carboni
Coliuto

Ricordi Sparsi

Questo gioco mi fa salire la nostalgia a pacchi.
Erano le elementari quindi l’epoca in cui arrivavi a casa, pranzo, cartoni animati ed alle 15:00-15:30 a fare un giro, alle 16:00 merenda e alle 18:00-18:30 di nuovo a casa.
In quelle 3 ore circa si poteva solamente giocare. Arrivato ISS Deluxe mi fiondavo a casa di Stefano e quasi ogni giorno provavamo a vincere quel maledetto mondiale (forse era l’International Cup) in due nella stessa squadra: non siamo mai riusciti a vincerlo. Il gioco è stata una vera e propria ossessione per alcuni mesi.
L’apoteosi fu quando arrivammo in finale, in vantaggio di un gol assaporavamo una storica vittoria. A quel punto il Super Nintendo, come mai aveva fatto nella storia, si inchiodò impovvisamente, generando un’incazzatura e una serie di parolacce. Per arrivare a quel punto mi pare avessimo lasciato acceso il SNES per uno o due giorni per non perdere i progressi (dato che non si poteva salvare ma solo utilizzare dei codici decisamente assurdi).
Dopo ISS Deluxe forse non c’è stato più nulla di paragonabile come gioco di calcio per il Super Nintendo e si cominciò a pensare alla Playstation.
I titoli EA Sports erano degni di nota solo perché con licenze ma la giocabilità era al limite del buon senso (troppo facile fare tutto) e la rivoluzione successiva arrivò sempre dalla Konami non so più con quale PES o ISS Pro e la mitica Master League.

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