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Il Multidamsiano – Piano Man, Billy Joel

Una roba quasi quotidiana, una roba che sono meno di 200 parole, una roba che ci metto molti Media.
Una roba.
Solo nei giorni divisibili per 3.

“Ci sono momenti in cui vorresti ascoltare solo una canzone”.
L’aggressività indiretta delle pubblicità di Spotify è seconda solo a gli intervistati di Marzullo quando non volgiono farsi intervistare da Marzullo. Lì vedi che sono obbligati a stare lì e con mal celato fastidio rispondono insolenti alle domande (vedi la grande Mariangela Melato qualche anno fa).

Quella canzone che vorrei ascoltare è Piano Man.
Billy Joel 1973, omonimo album, emozioni a palate.
È sempre la solita storia di avere 8 chili di nostalgia addosso con cui questa canzone entra in quindi pelle d’oca e la mente viaggia.
È un inno degli ultimi, di quelli rimasti chiusi nei bar e di questo Man e del suo Piano fantastico.
Oggi va così, con la nostalgia, con l’amaro e con la bellezza della musica.

La cosa divertente è che io nel 1973 nemmeno esistevo, quindi ho nostalgia di cosa? Che bei vecchi tempi che io nemmeno esistevo?
La ragione è da trovarsi negli accordi e nell’arrangiamento, Billy ha dei tasti e delle note con su scritto nostalgia; poi va dal producer e gli dice di aggiungere un po’ di effetto nostalgia.
Nostalgia.

P.S. Avrei voluto postarvi un frammento di “Pianola Man” suonata a Cordialmente da Rocco Tanica ma internet non mi aiuta.

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